3 cammini nelle Alpi Biellesi

C’è un modo lento e antico di conoscere il Biellese ed è a piedi.
Risaie, colline moreniche, boschi millenari di faggi e castagni, pascoli d’alta quota e panorami a perdita d’occhio, distese immense di natura e poi la pietra: la sienite grigia con cui sono costruiti borghi interi, mulini, lavatoi, ville ottocentesche e santuari sospesi tra cielo e montagna.
Questo mosaico di paesaggi e di storie si è depositato nei secoli lungo mulattiere, sentieri lastricati e antiche vie di pellegrinaggio, oggi trasformati in tre cammini distinti, ciascuno con un carattere tutto suo. C’è quello che unisce i borghi silenziosi di una valle alpina, quello che segue le orme di un imprenditore visionario e quello che, in più varianti, conduce a uno dei santuari mariani più amati d’Italia. Ecco 3 Cammini nelle Alpi Biellesi: scopriamoli uno per uno!

I Cammini di Oropa

I Cammini di Oropa sono una rete di itinerari che convergono verso lo stesso punto: il Santuario di Oropa, a 1.1159 metri di quota.
Nato grazie al lavoro dell’Associazione Movimento Lento, è oggi uno dei cammini più percorsi d’Italia, organizzato con segnaletica dedicata, una credenziale ufficiale su cui apporre i timbri e un attestato finale, il Testimonium, tanto da essere spesso consigliato come introduzione ai grandi cammini europei come la Via Francigena o il Cammino di Santiago.

I quattro itinerari verso Oropa:

Cammino di Oropa della Serra

Il Cammino della Serra è il percorso principale e più frequentato. Lungo 64 km, parte da Santhià, in provincia di Vercelli, e arriva a Oropa in 4 tappe (percorribile anche in 3). I primi passi seguono un tratto della Via Francigena, l’antichissima via di pellegrinaggio, tra le risaie e le colline dell’anfiteatro morenico d’Ivrea; si attraversa Cavaglià e si raggiunge Roppolo, dominata dall’ imponente castello da cui si gode un bel panorama sul Lago di Viverone. L’inizio del cammino segue la dorsale della Serra d’Ivrea, l’anfiteatro morenico più grande d’Europa: qui il percorso si inoltra nei boschi di castagni e faggi, tocca l’antico ricetto fortificato di Viverone, il paesino di Zimone con il vicino Monastero di Bose, il borgo medievale di Magnano, con la sua chiesa romanica di San Secondo dell’XI secolo, e Torrazzo, arroccato su una collina morenica. Ed è proprio dopo la Serra che il paesaggio cambia: superato il laghetto di Cossavella, immerso nella Serra morenica, si lascia la dorsale e il cammino prosegue lungo sentieri con ampie vedute sulla Pianura Padana, tra saliscendi che attraversano boschi e pascoli. Si raggiunge così il Santuario di Graglia, adagiato ai piedi del Mombarone, la montagna che segna il confine tra Piemonte e Valle d’Aosta. L’ultima tappa, la più impegnativa, scende fino al torrente Elvo e risale verso il centro storico di Sordevolo, per poi affrontare l’impegnativo sentiero D1 (o, in alternativa, la più dolce variante lungo il sedime della vecchia tranvia dismessa) che sale fino al maestoso Santuario di Oropa, incastonato tra le montagne della Conca di Oropa. È il più accessibile dei quattro percorsi, adatto anche a famiglie con bambini, ed è spesso consigliato come “cammino di allenamento” per prepararsi alla Via Francigena o al Cammino di Santiago.

Km totali: 64
Giornate di cammino: 4 (percorribile anche in 3)
Dislivello complessivo: circa 1.800 m in salita (distribuiti gradualmente ad ogni tappa: +203 / +359 / +511 / +755 m)
Difficoltà: facile/media – adatto anche a famiglie e principianti
Tipologia itinerario: percorso lineare (Santhià → Oropa)

 

Cammino di Oropa Canavesano

Il Cammino Canavesano è il più lungo dei quattro.
Lungo circa 85 km e suddivisibile in 5 tappe, parte da Valperga, in provincia di Torino, e ha il pregio di collegare tre siti del patrimonio UNESCO: il Sacro Monte di Belmonte, la città di Ivrea e il Santuario e Sacro Monte di Oropa.
Dal centro storico di Valperga si sale, superando il castello e la chiesa medievale di San Giorgio, fino al Sacro Monte di Belmonte, che si affaccia su un vasto panorama sulla pianura e sull’anfiteatro morenico di Ivrea.
Da qui il cammino attraversa la Valle Sacra e la Valchiusella, tra boschi e torrenti, toccando Cuorgnè e Vidracco, dove ha sede l’insolita comunità spirituale di Damanhur, celebre per i suoi templi sotterranei.
La terza tappa raggiunge Ivrea, con il suo castello trecentesco, il Duomo e il centro storico noto per lo storico Carnevale.
Lasciata Ivrea si entra nel Biellese seguendo un tratto della Via Francigena: si costeggia la chiesa romanica di Santo Stefano di Sessano e si sale sulla dorsale della Serra Morenica, tra cui spicca il Roc Basariund, uno spettacolare masso erratico, antico luogo di culto pagano.
A Donato il percorso si innesta sul Cammino della Serra e prosegue, condividendone l’ultimo tratto, fino a Graglia e poi a Oropa.
È un itinerario più impegnativo del percorso della Serra, sia per i dislivelli sia per la scarsità di punti di rifornimento, consigliato a chi ha già un minimo di esperienza in cammini a tappe.

Km totali: 85
Giornate di cammino: 5 (percorribile anche in 4)
Dislivello complessivo: impegnativo
Difficoltà: media/impegnativa – richiede esperienza in cammini a tappe
Tipologia itinerario: percorso lineare (Valperga → Oropa; confluisce nel Cammino della Serra a Donato)

 

Cammino di Oropa Valdostano

Il Cammino Valdostano è il più breve, ma anche il più antico. In circa 16 km percorribili in due tappe, comincia da Fontainemore, il comune più orientale della Valle d’Aosta, e ricalca il percorso della storica processione notturna che ogni cinque anni, in una sera di inizio estate, porta centinaia di fedeli a valicare le montagne alla luce delle fiaccole.

Dalla chiesa parrocchiale di Fontainemore si attraversa il torrente Lys su un antico ponte a schiena d’asino, poi la mulattiera sale nel bosco di larici e abeti, passando accanto a edicole votive e cappelle dedicate alla Madonna di Oropa, fino alla frazione di Pillaz, punto di partenza storico della processione.
Si prosegue in quota, tra pascoli e vedute sul lago Vargno dominato dalla piramide del Mont Mars, fino al bellissimo rifugio Barma, adagiato tra due piccoli laghi: la meta della prima tappa, che da sola vale il viaggio.

Il giorno seguente si valica il Colle della Barma, a circa 2.260 metri, con un panorama mozzafiato sulle vette che segnano il confine tra Valle d’Aosta e Piemonte, per poi scendere ripidamente sul versante biellese verso il Santuario di Oropa.
Nonostante i pochi chilometri, è un vero trekking d’alta montagna che richiede un buon allenamento, esperienza di cammino in quota e attrezzatura adeguata.

Km totali: 16
Giornate di cammino: 2
Dislivello complessivo: elevato (valico del Colle della Barma a 2.275 m)
Difficoltà: impegnativa – vero trekking d’alta montagna, ottimo allenamento richiesto
Tipologia itinerario: percorso lineare (Fontainemore → Oropa)

Cammino di Oropa Orientale

Il Cammino Orientale è probabilmente il più tecnico e attraversa l’Oasi Zegna. Lungo circa 34 km e percorribile in 3 tappe.

Da Vallemosso si sale al Bocchetto Sessera (13,5 km, con oltre 1.380 m di dislivello), poi si prosegue verso il Santuario di San Giovanni d’Andorno, nel cuore della Valle Cervo (12,7 km), e infine si scende a Oropa (13,5 km).
Attraversa boschi, pascoli d’alta quota e l’Oasi Zegna, offrendo alcuni tra i panorami più suggestivi del Biellese. È il percorso più impegnativo dal punto di vista tecnico, chiuso dal 1° novembre al 30 aprile per possibile neve o ghiaccio.

Vale la pena ricordare che i Cammini Valdostano e Orientale, date le quote raggiunte, possono essere percorsi solo nel periodo estivo, mentre quello della Serra e il Canavesano sono affrontabili quasi tutto l’anno.

Chi arriva ad Oropa percorrendo il Cammino della Serra o quello Canavesano può decidere di ripartire in senso inverso sull’Orientale o sul Valdostano, trasformando il cammino in un viaggio di sei o sette giorni.

Km totali: 34
Giornate di cammino: 3 (percorribile anche in 4 tappe più brevi)
Dislivello complessivo: circa +2.270 m (tappe: +1.380 / +796 / +94 m)
Difficoltà: impegnativa/tecnica – il più simile a un trekking di montagna
Tipologia itinerario: percorso lineare (Vallemosso → Oropa, attraversando l’Oasi Zegna)

Banda Veja, Banda Soulìa: il Cammino che unisce

Nell’Alta Valle Cervo, che i suoi abitanti chiamano ancora la Bürsch, “patria” in dialetto walser, il torrente Cervo divide la valle in due porzioni speculari: la banda veja, più ombrosa, e la banda soulìa, più soleggiata. Da qui il nome di questo percorso, conosciuto oggi anche come il “Cammino che Unisce”.

Si tratta di un percorso ad anello di circa 18 km, ideato dal Comune di Campiglia unendo Banda Veja e Banda Soulìa, che attraversa antiche borgate in pietra, ancora abitate, e boschi millenari di faggi e castagni. Il sentiero collega quasi tutte le frazioni dei tre ex comuni di San Paolo Cervo, Campiglia Cervo e Quittengo, oggi riuniti nel comune unico di Campiglia Cervo.
Il percorso parte dal punto più basso, il Parco delle Cave presso Balma, poi in senso orario sale verso Riabella e fino al Santuario di San Giovanni d’Andorno, scende verso Campiglia, risale a Piaro e prosegue fino al belvedere del Monte Pila, unico punto da cui si può vedere l’anello per intero. L’intero anello conta circa 6 ore di cammino, percorribili sia in giornata che suddivisibili in due giorni di cammino. Non presenta un elevato dislivello ed è fruibile tutto l’anno, adatto anche a camminatori non esperti.
È il cammino della lentezza e della memoria: borghi incastonati nella valle, che ricordano le 5 Terre, cave di sienite, storie di immigrazione e resistenza, affreschi e lavatoi raccontano una civiltà di montagna dura come la pietra locale.

Km totali: 18
Giornate di cammino: 2 (percorribile anche in 1)
Dislivello complessivo: contenuto (nessun dislivello elevato)
Difficoltà: facile/media – adatto anche a camminatori non esperti
Tipologia itinerario: percorso ad anello

Il Cammino di Ermenegildo

Il Cammino di Ermenegildo è un itinerario ad anello lungo 50 km con 2.020 metri di dislivello, suddiviso in tre tappe, nel cuore dell’Oasi Zegna, tra le Alpi Biellesi. L’itinerario ripercorre i passi del “viandante solitario” Ermenegildo Zegna, imprenditore che dai primi del Novecento avviò un importante opera di valorizzazione ambientale e sociale delle montagne intorno a Trivero.
Il punto di partenza è il Centro Zegna a Trivero, dopodichè si sale tra boschi e pascoli fino al Bocchetto Sessera (15 km, +880 m, circa 5 ore).
La seconda tappa è un anello che parte e arriva al Bocchetto Sessera inoltrandosi nella selvaggia Valsessera (18 km, 810 m di dislivello, circa 6 ore), dove passa la faglia insubrica, la congiunzione tra la placca africana ed europea, e si incontrano antichi siti archeominerari.
La terza riporta a Trivero lungo antichi sentieri, mulattiere e piste forestali tracciati durante la costruzione della Panoramica Zegna (18 km, 330 m di dislivello, circa 5 ore).
È un percorso affascinante ma impegnativo, adatto a chi ha un buon allenamento.
Esiste un passaporto da timbrare ai punti tappa, e completandolo con tutti i timbri e i frottage si può ritirare un gadget esclusivo presso Casa Zegna.
Che si cerchi il silenzio dei borghi di pietra, la fatica appagante dei sentieri d’alta quota o la spiritualità del Santuario di Oropa, il Biellese si lascia scoprire a piedi, un passo alla volta.

Km totali: 50
Giornate di cammino
: 3
Dislivello complessivo
: 2.020 m
Difficoltà
: media/impegnativa – livello intermedio, buon allenamento richiesto
Tipologia itinerario
: percorso ad anello